Ahmet Ertuğ
Beyond the vanishing point
21.2 - 6.4.2026
La mostra Ahmet Ertuğ. Beyond the Vanishing Point a Venezia presenta 29 fotografie di grande formato, con un focus sul patrimonio architettonico italiano e sul dialogo che esso ha intessuto nei secoli con il Mediterraneo. Tra i templi, le cattedrali, i palazzi, le biblioteche e i teatri d’Italia, un’opera in mostra si distingue, riportando Ertuğ alle sue origini: la cupola del VI secolo di Santa Sofia. Queste immagini sottolineano i profondi legami culturali tra Istanbul e Venezia, città cardini lungo la Via della Seta. Le fotografie, aprendo l’accesso a spazi nascosti o inaccessibili, rivelano il patrimonio architettonico come un ponte senza tempo tra culture ed epoche, e come una testimonianza viva dell’immaginazione umana.
OLTRE IL PUNTO DI FUGA
La fotografia di Ahmet Ertuğ nasce da uno sguardo profondamente architettonico, capace di attraversare lo spazio per restituirne la visione originaria. Formatosi tra Oriente e Occidente, l’autore affronta ogni soggetto dal punto di vista di chi lo ha progettato, cercando un dialogo intimo tra luce, forma e memoria.
Attraverso l’uso del grande formato e di lunghe esposizioni, Ertuğ costruisce immagini di straordinaria precisione, in cui la luce naturale modella lo spazio e ne amplifica la dimensione spirituale. Negli interni monumentali – dalle moschee alle biblioteche, dai teatri agli edifici sacri – lo sguardo si eleva, offrendo una percezione sospesa del tempo e della materia.
Gli scatti creano un ponte visivo tra culture e tradizioni, unendo rigore tecnico e sensibilità estetica. È un racconto per immagini che invita a sostare, osservare e custodire la memoria dei luoghi, sospesi tra monumentalità e silenzio.
LO SGUARDO DI AHMET ERTUĞ
Ahmet Ertuğ nasce a Istanbul nel 1949 e si forma come architetto, un percorso che segna profondamente il suo modo di guardare e interpretare lo spazio. Da oltre cinquant’anni dedica la sua ricerca fotografica al patrimonio architettonico e culturale europeo e mediterraneo, affrontando ogni soggetto con uno sguardo attento, rispettoso e consapevole.
Attraverso l’uso del grande formato e di un processo lento e meditativo, Ertuğ restituisce immagini di straordinaria precisione, capaci di andare oltre la semplice documentazione. I suoi scatti interpretano la visione degli architetti originari e trasformano monumenti, chiese, teatri e biblioteche in racconti visivi sospesi tra luce, memoria e silenzio.
Ogni fotografia diventa così un invito a entrare nello spazio rappresentato e a viverlo come un’esperienza estetica totale, in cui architettura, storia e percezione si fondono in un equilibrio senza tempo.